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.[.● MIA ●.].☆*ღ ιη αмσяє тяσρρσ è αη¢σяα ρσ¢σ ღ*☆
ƒєямαтєνι α ℓєggєяℓє
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June 08 Auguri PiccolaJune 03 ● Ŧเภคl๓єภtє *-* ●Sento spesso il bisogno di chiudere gli occhi e capire,
se e giusto pensarti, lo stesso, anche se sei un ricordo,ed è strano, ricevere tanto da te senza averti vicino.. Ora che è freddo vorrei tanto, averti qui addosso e sentire più caldo non avere più paure
e impegnarmi per farti star bene perché per me sei il sole e le mie parole non son solo parole
io sento le tue mani lo stesso
![]() anche se non ti ho accanto vorrei averti vicino per farti sentire che bello è l ‘inverno dove un semplice abbraccio può sembrare diverso perché oltre al contatto, trasmette qualcosa di molto più caldo. Mi domando se è giusto se son pazzo
se è sbagliato quel che stò facendo mi rispondo, che posso mentire con tutti ma non a me stesso che non voglio rinunciare a qualcosa che sento e che voglio di brutto, e che cerco nel vento giuro le mie parole, non son solo parole.. anche se non ti ho accanto
vorrei averti vicino per farti sentire.. Che bello è l ‘inverno dove un semplice abbraccio, può sembrare diverso, perché oltre al contatto trasmette qualcosa.. di molto più caldo e ..e .. e.. - Specifico che Nessun particolare sottolineato
o della canzone è dedicato a una persona
(come invece sembrerebbe )-
Sara
May 26 〄 ρΣηѕιΣяι ιη υηα ησттΣ тяσρρσ вяΣνΣ 〄
Notte di finestre semiaperte per accogliere un cenno di primavera . Notte di coperte che proteggono e ricordi che lasciano dubbi e un pò di amaro in bocca. Niki si gira e rigira. Il passato , a volte, rende scomodi i cuscini. Ma l’amore cos’è? C’e una regola,un modo,una ricetta? O è tutto casuale e devi solo sperare di avere fortuna? Domande difficili mentre l’orologio a forma di tavola da surf. Attaccato alla parete, segna mezzanotte. Fabio. Buffo, quel giorno. Anzi bello. Me lo ricordo ancora. Settembre. Aria mite e cielo blu scuro di una sera appena iniziata. Lui e gli altri in un concerto improvvisato, dentro un capannone abbandonato, un palco da inventare, mentre su una parete di cartongesso alcuni writer fanno a gara di graffiti e spray. E noi finite lì per caso, grazie a uno di quei soliti passaparola per strada. Mi piace il suo stile. Parole di fuoco per canzoni funky che graffiano il cuore. E Olly a dire che è un bonazzo da paura. E io che mentre lo dice sento una strana fitta di fastidio. Perché è carino. Me ne accorgo. E ogni tanto ci guardiamo e lui mi indica mentre canta. Emozione di due che giocano a distanza sopra e sotto un palco improvvisato, tra scratch e gente che fa popping e balla rapida ed esplosiva a ritmi concitati. Sì, è proprio carino. Iniziare a uscire insieme dopo la scuola per un giro in motorino, un gelato , qualche birra ai centri sociali , qualche gruppo da ascoltare durante le prove negli scantinati. Finchè tutto non diventa un bacio in mezzo a suoni e colori di un sabato sera in un locale. Poi il viaggio continua e il bacio diventa una sera da soli in casa, coi i miei a una delle solite cene e mio fratello a dormire da Vanni. Una casa troppo grande per un amore forse troppo piccolo. Lui con un fiore. Uno solo perché, dice, almeno è speciale, unico, non disperso in un mazzo che poi si confonde. Un bacio. Non uno solo. Un altro. E un altro ancora. Mani che s’ intrecciano, occhi che si cercano e trovano spazi e nuovi panorami. Quella volta. Momento unico. Che vorresti non finisse. Che dovrebbe essere l’inizio di tutto. Scoprirsi vulnerabili e fragili, curiosi e dolci. Un’esplosione. Io che il giorno dopo a scuola riunisco le Onde e racconto tutto e mi sento grande. Lui che mi cerca, viene a prendermi e mi dice: “ Sei mia. Non mi lascerai mai. Stiamo troppo bene insieme. Ti amo “. E poi ancora “ Dov’eri? Chi era quello? Ma perché stasera non stai con me invece di uscire in discoteca con le tue amiche? “. E capire che amare forse è un'altra cosa. È sentirsi leggeri e liberi. È sapere che il cuore degli altri non lo pretendi , non è dovuto, non ti spetta per contratto. Devi meritarlo ogni giorno. E dirglielo. Dirlo a lui. E capire dalle risposte che forse bisogna cambiare. Bisogna andare via per ritrovare la strada. Fabio che mi guarda arrabbiato, in piedi , davanti al portone. E dice che no, che sto sbagliando, che noi siamo felici insieme. Mi prende per un braccio, lo stringe forte. Perché, quando qualcuno che vuoi se ne va, provi a trattenerlo con le mani e speri così di afferrare anche il suo cuore. E invece no . Il cuore ha gambe che non vedi. E Fabio se ne va dicendo me la pagherai, ma l’amore non è un debito da saldare, non regala crediti, non accetta sconti. Due lacrime scendono piano,quasi timide e preoccupate di sporcare il cuscino. Niki se lo abbraccia tutto. E per un attimo si sente protetta da quella coperta che la separa dal mondo. Mezzanotte e mezza. Niki si gira di nuovo. Il cuscino è scomodo. Come un pensiero appuntito piazzato sotto il materasso. Rumore di chiavistello che si apre. Riflesso di luce che arriva dal corridoio. [..] Un rumore di sedia che si sposta, come urtata. Poi silenzio. Quel silenzio pieno. Profondo. Il silenzio dei baci. Quello che parla e racconta di sogni e favole, di tesori nascosti. I più belli. E Niki lo sa. E mentre stringe più forte il cuscino pensa che forse l’amore vero è quello dei suoi genitori. Un amore semplice fatto di giornate insieme ognuno coi propri impegni e i propri hobby. Un amore fatto di risate e scherzi mentre si rientra a casa di sera, fatto di colazioni preparate al mattino , di figli da crescere, di progetti ancora da fare. Sì , i miei genitori si amano. E non sono stati uno il primo amore dell’altra. Si sono conosciuti dopo aver amato altre persone. E forse non così. Forse bisogna viaggiare prima di capire qual è la meta giusta per noi. Forse la prima volta è ogni volta che ami.
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